La prevenzione degli infortuni nello sport

Equilibrio strutturale, legamento crociato anteriore e muscolari

Tra gli infortuni più impattanti sulla vita sportiva di un (o di una) atleta, quello al legamento crociato anteriore (ACL l’acronimo in inglese) è sicuramente tra quelli più menzionati. Nelle donne soprattutto, la rottura è dalle 2 alle 8 volte più frequente nelle stesse discipline.
In determinati sport, come ad esempio basket, calcio e lacrosse, il rapporto è di circa 4:1, ma in altri addirittura può superare il rapporto di 9:1.
L’Università di Harvard ha rilevato che le atlete donne sono 6 volte più a rischio rispetto agli uomini.

Incidenza in base allo sport

Secondo i dati NCAA, per 1000 exposures le rotture del legamento crociato anteriore sono dello 0,07 nel basket maschile e dello 0,23 in quello femminile, e nel calcio si passa dallo 0,09 (nel maschile) allo 0,28 (nel femminile).
Nella ginnastica, considerando solo ed esclusivamente quella praticata dalle donne, registra addirittura uno dei valori più alti, lo 0,33.

Uno studio meta-analitico rileva inoltre che, nelle attività con contatto, le donne hanno una probabilità di 3 volte maggiore nel incorrere in questo tipo di infortunio, ma nelle discipline con salti rotazionali ad altro impatto, la probabilità è 5,5 volte maggiore.

Fattori predisponenti

Perché le donne hanno più probabilità di incorrere in questo tipo di infortunio?

Perché incidono fattori anatomici come il bacino più largo, il Q-angle maggiore e i legamenti più elastici, con una dominanza dei quadricipiti rispetto ai flessori, e gli atterraggi che dipendono dal valgismo dinamico del ginocchio. Il controllo neuromuscolare è meno efficiente, e vi sono anche fattori ormonali come il ciclo, anche se questo legame trova ancora del dibattito.

Per prevenire l’ACL, vi sono programmi sia neuromuscolari sia di rinforzo, che riducono il rischio di ACL fino al 50/60&, con programmi come FIFA 11+ che hanno dimostrato una particolare efficacia nelle atlete.

Infortuni muscolari: frequenza e dinamiche

Un altro tipo di infortunio nel quale incappare è quello muscolare, con prevalenza in questo caso nei giovani atleti maschi. Uno studio svolto prendendo come campione la categoria U19 italiana ha evidenziato 4,17 di incidenza ogni 1000 di esposizione (si sono contati sia allenamenti sia partite), e gli infortuni muscolari sono circa il 44% del totale, e se ne contano 1,82 ogni 1000 ore. La ripartizione riguarda gli hamstring (92), i quadricipiti (40), gli adduttori (29), polpaccio (27) e ileopsoas (18). Infine, gli infortuni muscolari sono sei volte più frequenti durante le partite rispetto agli allenamenti (7,38 vs 1,2).

Fattori di ricorrenza e gravità

Gli infortuni con coinvolgimento muscolare-tendineo (MT/MA) causano in media 35,6 giorni di stop, quelli senza coinvolgimento ne causano 18,5. Le infrazioni degli hamstring invece, rappresentano 1 infortunio su 6 in quell’area specifica.

Prevenzione e ruolo dell’eccentrico

L’allenamento eccentrico nella riabilitazione per un infortunio al legamento crociato anteriore – ad esempio, un programma strutturato sulle 12 settimane con carichi progressivi – ha prodotto un +50% di ipertrofia rispetto ai metodi classici e ai miglioramenti funzionali significativi.

Anche le tendinopatie (come nel “ginocchio del saltatore”) rispondono bene in questo caso, e i protocolli eccentrici eventualmente si sostituiscono all’intervento chirurgico.


L’approccio secondo Andrea Casarotti: equilibrio strutturale per la performance e la tutela

Lo Strength and Conditioning Coach Andrea Casarotti, nel suo studio concretizzatosi nel libro “Equilibrio Strutturale”, ha svolto un focus sull’equilibrio muscolare, sul controllo propriocettivo e articolare.

L’obiettivo è offrire soluzioni per aumentare la forza massima e curare l’equilibrio tra catena cinetica anteriore e posteriore per ridurre infortuni sia muscolari sia al ginocchio. Con l’utilizzo della pliometria invece, si cerca di rendere l’atleta più reattivo, soprattutto per assorbire l’atterramento dopo un salto ed essere più esplosivi laddove serva. Nello stesso studio trovano spazio anche l’utilizzo delle isometrie per rendere la stiffness tendinea più resistente e ottimale, oltre a prevenire problemi di tendinopatie, e infine esercizi di potenza con sovraccarichi bassi e alti.

Vi è anche un confronto tra i sessi per quanto riguarda gli infortuni totali negli sport di squadra, nel quale si rilevano più infortuni totali nei maschi (inclusi arti superiori, adduttori, cosce, piedi) e gli ACL nelle donne superiori 2.15 volte rispetto agli uomini.

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