Perché alcune atlete si rompono più facilmente il crociato?

Negli ultimi anni, lo studio della genetica nel calcio sta prendendo sempre più piede, specialmente nella prevenzione degli infortuni muscolari e quelli legati al ginocchio. In base al tipo di gene, si possono comprendere punti di forza e di debolezza dell’atleta, e di conseguenza si può studiare un piano di allenamento ottimizzando la performance e ridurre il rischio di infortunio. Ovviamente la preparazione deve essere a 360° e comprendere tutti i fondamentali, ma non si può allenare un deficit “a prescindere”.
BREVE RIPASSO DI SCIENZE
Studiando il corpo umano, comprendiamo che i muscoli scheletrici sono composti da diversi tipi di fibre muscolari, differenziate tra di loro in base alla velocità di contrazione, alla resistenza alla fatica e al metabolismo energetico. Tali fibre possono raggrupparsi in tre tipi: fibre di tipo 1 (determinate da una contrazione lenta, determinano un’elevata resistenza alla fatica, sono ricche di mitocondri e mioglobina, e hanno predominanza di metabolismo aerobico); fibre di tipo 2 (dette intermedie e determinate da una contrazione veloce, determinano una moderata resistenza alla fatica, producono molta forza ma si affaticano velocemente, e hanno predominanza di metabolismo anaerobico); fibre di tipo 3 (determinate da una contrazione molto rapida, determinano una bassa resistenza alla fatica, producono molta forza e si affaticano molto velocemente). Le fibre di tipo 2, ad esempio, sono adatte ad attività come calcio, basket, tennis e atletica (400m). Le fibre di tipo 3, invece, sono adatte per attività che richiedono sforzi brevi e intensi, quindi sollevamento pesi, sprint, 100m e i salti verticali.

L’UTILITÀ DELLA GENETICA NEL CALCIO
Come la genetica può essere applicata nel mondo del calcio? Anzitutto, dobbiamo identificare alcuni geni essenziali.
Geni Essenziali
Il gene COL5A1 è una codifica per il collagene di tipo V, quindi essenziale per la resistenza e l’elasticità dei legamenti, che ha una variante come il polimorfismo -/TT associata ad una minore densità del collagene, che fa aumentare il rischio di rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio, in quanto gli individui con questa variante specifica potrebbero avere un tessuto connettivo meno resistente agli stress meccanici nel calcio. Il gene COL1A1 invece, è coinvolto nella sintesi di collagene di tipo I, ed è una proteina chiave del tessuto connettivo. I suoi polimorfismi sono correlati ad una maggiore lassità legamentosa con una ridotta capacità di recupero post-lesione. Il gene MMP3 serve per la codifica della metalloproteinasi della matrice, un enzima che regola la degradazione del collagene, le cui varianti possono compromettere la stabilità del legamento crociato anteriore, rendendolo più suscettibile a microtraumi cumulativi. Un altro gene molto importante è l’ACTN3, noto per il suo ruolo nella forza e nella velocità muscolare.
Il genotipo XX

Più comune nelle donne, il genotipo XX è associato alla resistenza a discapito della potenza. Le persone con questo genoma producono meno actinina-3, proteina chiave nelle fibre muscolari di tipo 2. Questo si traduce in una ridotta capacità di generare potenza esplosiva, deficit critico in sport come il calcio, che richiede cambi di direzione e atterraggi rapidi. In azioni ad alta intensità, aumenta il carico sul legamento crociato anteriore.
LA GENETICA NEL CALCIO: I TIPI DI ALLENAMENTO
La genetica, dunque, ha una rilevanza negli infortuni nel calcio e nello sport, ma può essere allenata e controllata, e tramite esercizi specifici si può ridurre il rischio di infortunio. Nelle donne è più comune il genotipo XX, che determina la resistenza, a discapito della ACTN3, che invece determina la forza, e così si viene a creare un deficit importante. Nel calcio, la richiesta principale è avere forza esplosiva, in quanto il 96% degli sprint è inferiore ai 20m. Inoltre, è uno sport ricco di cambi di direzione e atterraggi rapidi. L’allenamento della forza, come visto in precedenza, è già di per sé sufficiente. Il rischio di rottura del legamento crociato anteriore è quindi dovuto, nelle donne, ad una questione genetica, e a sua volta può essere prevenuto tramite allenamenti specifici per l’aumento della forza massima e di quella esplosiva.


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