Benefici, tecniche e applicazioni nello sport: scopri come aumentarlo

Il salto verticale è un gesto che può essere la conseguenza di due caratteristiche differenti. Se parliamo di “squat jump”, l’eccentrica viene annullata, mentre il lavoro di concentrica viene migliorato con lo strength training, rendendolo un gesto esplosivo.
Se parliamo di “countermovement jump” invece, l’eccentrica viene utilizzata per il ciclo di allungamento e accorciamento, quindi lo strength training e l’allenamento pliometrico lo rendono un gesto reattivo.
IL SALTO VERTICALE NELLO SPORT
In alcuni sport – basket e pallavolo su tutti – è fondamentale saper saltare il più in alto possibile, mentre in altri sport è un aspetto secondario, in quanto la sua utilità non sempre viene percepita. Nel calcio, ad esempio, è raro sentire i calciatori voler saltare più in alto, mentre è molto più probabile che vogliano essere più esplosivi, reattivi e più veloci.
Il salto verticale però è un parametro fondamentale per misurare la performance sportiva, in quanto è un indicatore per potenza e forza degli arti inferiori (il rapporto tra CMJ e squat jump è un potenziale indicatore della forza massima), per la capacità neuromuscolare, per il livello di condizionamento fisico – una riduzione delle capacità di salto può essere un segnale di affaticamento o di scarso recupero muscolare.
COSA DICE LA LETTERATURA SCIENTIFICA

La letteratura scientifica ha dimostrato che l’aumento del salto verticale contribuisce a migliorare i tempi sia nell’accelerazione sia nella velocità massima, oltre che la reattività nei cambi di direzione. Questo tipo di salto aiuta a valutare il rischio di infortunio – in monopodalico fanno notare eventuali squilibri muscolari, e quindi le asimmetrie che aumentano il rischio di infortuni, anche al ginocchio – e l’efficienza biomeccanica, valutando il ground time (il contatto tra piede e suolo nei salti ripetuti, propedeutico ai drop jump test, verifica la reattività e la capacità elastica di muscoli e tendini).
IL MIGLIORAMENTO DEL SALTO VERTICALE

Il miglioramento del salto verticale diventa fondamentale, indipendentemente dallo sport, serve per massimizzare la forza, la potenza e la reattività.
Nel calcio torna utile un esempio: se un difensore alto 1,80 m salta verticalmente 35 cm, va a prendere il pallone ad un’altezza di 2,15 m; se di fronte ha un attaccante di 1,70 m, per essere anticipato, tale attaccante dovrà saltare di 45 cm per azzerare la differenza.
Nella pallavolo, pensando a Paola Egonu e a Sara Fahr, la loro dominanza è dovuta al fatto che in elevazione hanno un’esplosività superiore alla media, per questo sovrastano le avversarie a muro. Nell’NBA invece, ricordiamo come Ja Morant – 1,88 m di altezza – sia riuscito a schiacciare in testa ad un colosso come Wembayama (alto 2,24 m e con un’apertura di braccia di 2,50 m) saltando di almeno 60 cm più in alto.


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